

I ♥ Musica
Il Coro Corridore
" Per correre da una stella cadente all'altra finché non si precipita "
Componenti Coro Corridore
Dario Giovannini
(megafono, fisarmonica e voce)
Gianni Perinelli
(sassofono)
Lorenzo Pezzi
(cassa battente, rullante e shaker)
Matteo Ricci
(trombone)
Frei Rossi
(megafono, banjo e voce)
costumi Cristiana Suriani
organizzazione Roberta Magnani
produzione Aidoru Associazione
http://www.myspace.com/carrettimusicali
Coro corridore con megafoni è come il vento, evanescente, incalzante e vertiginoso.
E’ una banda in movimento.
E’ un’incursione impetuosa che s’apre al luogo e al pubblico in modo breve e repentino: il tempo d’un solo brano musicale.
Coro corridore è una parentesi nel quotidiano di chi l’incontra. Lascia dietro di sé la scia di una stella cadente: quella sospensione muta ma risuonante di emozioni che si propaga nella smania del desiderio.
Coro corridore è un ammasso di strumenti improbabili, acustici e mobilissimi. Una brevissima scorribanda che si presenta davanti a chi è intento a scegliere un vestito, a bere un caffè, a chi corre al lavoro o si trova steso in un prato.
Può eseguire un brano in un bar e un istante dopo nel negozio accanto, percorrere una città in lungo e in largo portando musica ovunque nell'arco di un pomeriggio.
Suona una musica che può essere definita "street punk" attingendo come repertorio da nomi come Dead Kennedys, Ramones, Clash, Kinks ma anche da Beatles, Suzanne Vega, Siouxie and the Banshees, fino ad arrivare a brani del repertorio pop/rock spagnolo e messicano, rielaborando tutto in una chiave completamente personale e irriverente.
Cinque corridori che suonano punk utilizzando strumenti acustici come fisarmonica, sax, trombone, banjo e percussioni, può sembrare un paradosso... il risultato è sorprendente! Coro corridore è di certo un progetto fuori taglia, fuori formato, ha un’immaginazione sfrenata ed è avventuroso per il pubblico che lo incontra.
Trae linfa dal luogo in cui avviene, inventa modi inediti di intervenire nello spazio delle nostre città per suscitare in chi osserva una nuova presa di coscienza del territorio che accoglie il suo camminare, vedere, incontrare... semplicemente il suo stare.
Come il vento coro corridore spettina per qualche istante il suo pubblico, costretto subito dopo il suo passaggio a gesti inusuali per ricomporsi... s’innesca cioè un processo d’elaborazione e creazione di immagini che porterà qualcuno fra i tanti a rinconcorre il coro corridore.